La Biblioteca dorata

Una chiacchierata con Maria Luisa Lanzafame direttrice della biblioteca “Antonino De Stefano” della Corte dei conti

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Prima puntata

I palazzi della conoscenza

Spesso non ricordiamo che Roma, oltre ad essere la capitale dell’arte e dell’archeologia, può essere considerata la capitale del libro e delle sue declinazioni digitali. Per comprendere la ricchezza di questo patrimonio sarebbe sufficiente  salire per una di quelle scale che si aprono dietro la facciata di tanti palazzi e scoprire il fascino discreto e misterioso delle biblioteche di Roma.

Biblioteca contemporanea: solida e/o liquida

Rispondo con una citazione risalente nel tempo (cfr. le c.d. tesi di Viareggio, enunciate nel corso del XXXIV Congresso dell’Associazione italiana biblioteche, svoltosi nell’ottobre 1987 nella città toscana): “Se si trovano, ovviamente, a essere, “anche” strumenti della tutela dei beni culturali, come depositi di materiali storicamente insigni, le biblioteche appartengono ormai, in prima accezione, a un altro mondo, quello dell’informazione e della comunicazione”.

Come tutte le Biblioteche contemporanee, anche la “Antonino De Stefano” della Corte dei conti si connota come “biblioteca ibrida”, al cui interno convivono e si integrano fonti informative e documentarie cartacee ed elettroniche, destinate a realizzare una preziosa funzione culturale di raccordo e mediazione tra passato e futuro, tra memoria e innovazione. Essa richiede al Bibliotecario un bagaglio di competenze trasversali: dalle tradizionali legate alla professione, a quelle informatiche, per finire con quelle legate al mondo della comunicazione, stante la sempre crescente disponibilità di fonti, strumenti e tecnologie avanzate. Quindi, sia “solida” che “liquida”, nell’ottica di migliorare la performance ed esaltare la missione civile e democratica della Biblioteca assegnandole un nuovo e più adeguato ruolo nel nostro tempo.

Prestito cartaceo e digitale: possibilità

Rendere disponibile la consultazione del patrimonio bibliografico ai propri utenti è funzione ontologica per la Biblioteca, centro propulsivo di cultura. Ma se il servizio di prestito cartaceo espone la struttura alla mancanza temporanea del testo, se non al deterioramento (con costi per il restauro) e alla sua perdita, il prestito “virtuale” (ossia di testi in formato digitale) ha enormi pregi e apre nuovi orizzonti. Nello scenario di un prossimo futuro si prospetta una “biblioteca digitale” nella quale i testi archiviati in forma elettronica saranno consultabili in linea, ma già oggi, attraverso collezioni di e-books dotate di consolle di prestito, è possibile dare in consultazione remota il libro e, contemporaneamente, mantenerne il possesso per la fruizione locale.

Prospettive ed economie della Biblioteca (ha senso chiedere investimenti su struttura e contenuti)

Le Biblioteche non perdono affatto la propria identità confrontandosi con il sapere in formato digitale. Cambia, evolvendosi velocemente, il processo di trasmissione dell’informazione tra emittente e destinatario. Per questo sono necessari una rilevazione dei bisogni puntuale, un progetto definito e degli investimenti. Bisogna, poi, operare sul fronte della razionalizzazione della spesa, aumentando efficienza, efficacia, economicità e qualità dei servizi erogati, nonché comunicando correttamente tramite i vari canali oggi disponibili la propria offerta informativa ad un’utenza sempre più ampia e qualificata.

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